Quali sono i principali ostacoli al successo di donne e uomini nelle PMI?

VALORIZZAZIONE SUL LAVORO: I RISULTATI DELL’INDAGINE

Quote rosa, soffitti di cristallo, differenze salariali, tanti sono i temi che emergono più o meno frequentemente legati al percorso delle donne nel mondo del lavoro.

Le aziende di dimensioni maggiori si stanno muovendo rivedendo l’organizzazione al loro interno e promuovendo all’esterno iniziative di informazione rivolte in particolare alle giovani generazioni.

Cosa accade invece nel mondo delle PMI?

Abbiamo cercato di scoprirlo attraverso un sondaggio a cui hanno partecipato un centinaio di persone, tra manager, imprenditori e dipendenti a tutti i livelli. Ve ne abbiamo parlato il mese scorso in questo articolo.

Abbiamo voluto allargare il focus e comprendere anche gli uomini nella nostra ricerca, per capire quanto il tema della valorizzazione sul lavoro sia in realtà un tema comune, senza distinzione di genere, e per raccogliere il loro punto di vista sulla questione femminile.

Come promesso e per ringraziarvi, condividiamo qui i risultati, alcuni dei quali ci hanno sorpreso.

I dati ci dipingono l’ambiente lavorativo nelle PMI come abbastanza valorizzante per tutti, uomini e donne. Un ambiente dove le differenze di genere non contano per la maggior parte delle persone o, se contano, sono fonte di stimolo. Gli uomini hanno una visione leggermente più positiva delle donne, ma un buon 70% del campione complessivo non vede problemi di valorizzazione legati al genere.

Tuttavia, a tutti i livelli, dall’imprenditore ai dirigenti ai collaboratori, si manifesta l’esigenza di migliorare ulteriormente agendo su elementi organizzativi che impattano sulla gestione del tempo (gestione della comunicazione, gestione delle riunioni, definizione dei ruoli), sulla formazione e sugli strumenti di bilanciamento vita-lavoro tra cui un uso corretto dello smart working. Molto sentita anche l’esigenza di cambiare i metodi di valutazione delle persone, del merito e del contributo di ciascuno con più focus sui risultati che sul tempo trascorso in azienda.

Se andiamo ad indagare le difficoltà che possono essere legate al genere, circa la metà sia degli uomini che delle donne dichiara di vivere qualche difficoltà.

Cosa mette in difficoltà uomini e donne in azienda? Qui la risposta non ci sorprende, ma ci colpisce molto: le convinzioni degli altri, i condizionamenti della società.

Per le donne al primo posto c’è la convinzione della società che le donne non siano adatte a determinati ruoli o determinati settori. Solo dopo troviamo le difficoltà legate alla rigidità degli orari e molto poco presente nella mente delle donne è l’idea che la famiglia sia di freno alla carriera.

Gli uomini puntano il dito contro 3 stereotipi che descrivono una idea di uomo che chiede di essere superata: l’idea che un uomo debba essere competitivo ed esercitare un potere risoluto e autoritario, l’idea che un uomo non si occupa della vita familiare e debba essere disponibile senza orari.

CI SONO CONDIZIONAMENTI SOCIALI CHE METTONO IN DIFFICOLTÀ TANTO GLI UOMINI QUANTO LE DONNE

La convinzione degli altri che le donne non siano adatte a certi ruoli o settori
La convinzione di dover essere un uomo competitivo e, se capo, risoluto e autoritario
La convinzione che gli uomini debbano essere disponibili senza orario/non si occupino della vita familiare

Come reagiscono le persone di fronte a queste difficoltà? Con la collaborazione.

Dalla ricerca emerge un desiderio diffuso di comprendere le esigenze in particolare delle colleghe e delle collaboratrici, un impegno da parte degli uomini ad offrire pari opportunità a tutti, una ricerca attiva di soluzioni, soprattutto da parte delle imprenditrici e manager donne.

Molto gettonate però sono anche le soluzioni di auto aiuto: uomini e donne si confrontano con i pari, leggono libri, partecipano a convegni, fanno rete e molti, a tutti i livelli, si appoggiano a figure di aiuto come psicologi, counselor, coach.

COSA FANNO UOMINI E DONNE DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ?

In azienda: si collabora il più possibile, si cercano attivamente soluzioni
Per se stessi: ci si confronta con i pari, si fa rete, si leggono libri di auto-aiuto, ci si affida a figure di aiuto (psicologi, coach, counselor)

CONCLUSIONI

Insomma, se le PMI sembrano essere un mondo in cui tutto sommato si sta bene e ci si sente valorizzati, dai dati emerge chiaro il quadro di una comunità di uomini e donne che non si accontenta o non si rassegna allo status quo, che investe su di sé per migliorare la propria situazione e che si spende in azienda per ottenere ed offrire sostegno reciproco.

Uomini e donne chiedono in fondo le stesse cose: più attenzione alla persona nel suo sistema vita-lavoro, più attenzione al merito personale, maggior rispetto per la risorsa più preziosa di tutte: il tempo.

COSA DOVREBBE FARE L’AZIENDA PER VALORIZZARE DI PIÙ I COLLABORATORI?

Migliorare l’organizzazione e l’utilizzo del tempo
Incoraggiare lo sviluppo professionale (formazione, bilanciamento vita-lavoro, smart working)
Migliorare i sistemi di valutazione del merito/considerare i risultati e non il tempo trascorso in azienda

Anche tu come tanti altri manager stai cercando le soluzioni migliori per valorizzare i tuoi collaboratori?

Se vuoi investire su di te e rendere la tua azienda un luogo in cui le persone possono dare il meglio, contattaci attraverso il form: